La crisi del pomodoro continua…

Perché si possa ridurre l'offerta del pomodoro e quindi rafforzare la posizione del produttore pachinese e nel contempo dare la massima garanzia di sicurezza alimentare e tracciabilità al consumatore, bisognerebbe mettere in campo alcune azioni a diversi livelli:

Livello europeo

Dato che il famigerato accordo UE-MArocco prevede l'eliminazione immediata del 55% delle tariffe doganali sui prodotti agricoli e di pesca marocchini, attivare le misure di salvaguardia, prevedendo quote di scambio molto più basse su alcuni prodotti sensibili (ad esempio il pomodoro), per evitare distorsioni sul mercato Ue e l’obbligo dei prodotti marocchini di rispettare gli standard sanitari europei.

Livello nazionale
Instaurare un osservatorio sui prezzi per registrare la forbice tra prezzo al dettaglio e prezzo riconosciuto al produttore. Aprire un tavolo di collaborazione con le GDO in modo tale da favorire quanto più possibile l'entrata del pomodoro italiano; generando un rapporto DIRETTO (e non attraverso intermediari e/o piattaforme) con le Organizzazioni di Produttori e le Cooperative. Fare attività di promozione e sensibilizzazione nei punti vendita sulle differenze tra prodotto italiano e prodotto extraeuropeo

Livello locale
Costruire una collaborazione su obiettivi condivisi tra tutti gli interlocutori locali riducendo così la frammentazione. É troppo importante pensare al futuro attraverso la generazione di proposte per la valorizzazione del pomodoro di Pachino.
Alimentare un fondo di solidarietà a rotazione da incrementare anno dopo anno e tale da costruire una buona base per far fronte a calamità naturali, oscillazioni eccessive di prezzo e coperture bancarie di fidi.

Solo alcune delle proposte che possono vedere la OP FARO in prima linea e a disposizione per elaborare con tutti gli attori sul territorio una sinergia d'intenti.