Dal consumatore, al punto vendita: l’evoluzione del consumo di ortofrutta

Le abitudini degli italiani stanno cambiando molto velocemente, lo dice l’ultimo rapporto Coop 2015

Nonostante dei volumi di acquisto molto bassi e dopo una drammatica erosione delle quote di mercato dell’ortofrutta, negli ultimi due anni si assiste a una netta inversione di tendenza degli acquisti di legumi, verdure e ortaggi. È un dato incoraggiante.
I consumatori richiedono prodotti buoni, genuini e che facciano bene alla salute. Hanno bisogno di informazioni maggiori su ciò che mangiano e sono disponibili a reperirle per mezzo delle nuove tecnologie, ormai ampiamente diffuse. Aumentano i vegetariani e i vegani inoltre crescono i nuclei familiari con poche unità (in particolare i single).
Si va a fare la spesa meno frequentemente, ma in modo più attento dedicando più tempo all’acquisto e facendo maggiore attenzione al prezzo e alle caratteristiche nutrizionali del prodotto. Insomma i consumi si vanno modificando.
Anche i clienti principali della nostra OP vale a dire le GDO/DO (supermercati, ipermercati e discount) nazionali e internazionali cambiano in modo altrettanto rapido, proprio a causa dell’evoluzione dello stile di vita del consumatore. Una volta era il prezzo (la qualità veniva di gran lunga in seconda battuta) a rappresentare l’unico vero driver da presidiare. Oggi le richieste sono differenti e si cerca una provenienza geografica certificata, una qualità garantita del prodotto e quantità tali da soddisfare le richieste crescenti del cliente oltreché a facilitare i costi e i processi interni al centro vendita (trasporto e stoccaggio).
Sempre dal rapporto Coop emerge come i migliori Retailers siano proprio quelli che innovano l’offerta, riescano a intercettare più di altri gli stili di vita emergenti dei “nuovi” consumatori ristrutturando le proprie reti e gli assetti competitivi.
In Italia ciò ha portato a una differente stratificazione delle GDO e delle DO rispetto ai principali paesi europei. Negli ultimi anni si sono affermati in particolare i Discount con un forte incremento rispetto alla percentuale di presenza fatta registrare nel 2009 (15% vs 9%). Nei principali paesi esteri invece è la GDO a farla da padrone con una quota di mercato di oltre il 53% quando in Italia la sua quota è inferiore al 35%. Ciò significa che il mercato italiano della distribuzione organizzata è in generale più aperto rispetto gli altri paesi europei.

La nostra Organizzazione di Produttori sta investendo tanto nella direzione di creare un’offerta che tenga conto dei molteplici fattori appena elencati. Ciò comporta una costante ricerca di nuove modalità organizzative e di processi differenti di commercializzazione in grado di competere in modo più efficace e sostenibile. Ciò che ci viene in aiuto è la consapevolezza di avere un prodotto unico: il Pomodoro di Pachino IGP e un territorio in grado di esprimere ancora notevoli potenzialità.