Come la GDO sta cambiando aspetto…

Le piccole superfici stanno attraversando un periodo di fermento nel mondo della distribuzione alimentare in Italia. Le grandi catene cercano nuovi format per intercettare un cambiamento, dei consumi e dei realtivi stili di acquisto, in atto ormai da alcuni anni. E se l’idea “gourmet” sembra funzionare - Carrefour è l’esempio più lampante con l’investimento in nuovi punti vendita, spesso aperti 24 ore su 24, con referenze e ambientazione completamente rivisitate - anche le storiche insegne di quartiere, i cosiddetti negozi di prossimità, con metrature più piccole, stanno rivedendo le loro modalità di vendita sposando, se non completamente almeno in parte, idee più moderne e funzionali ai nuovi bisogni.
Altre insegne come CRAI, ad esempio, hanno aperto nuovi punti vendita sicuramente innovativi all’interno della categoria. Luoghi dove è possibile consumare direttamente all’interno di aree interne soppalcate, dotate di tavoli e veri e propri salottini con poltrone. Spazi che vogliono essere mutifunzionali, con wi-fi gratuito, la macchina per farsi il caffé con le capsule e un forno a micro onde. 
Ottima illuminazione, colori caldi e abbondanza di nero per donare un tocco di eleganza, l’area di vendita, in generale, è piccola (con tre casse) ma ben organizzata. Frigoriferi moderni e a basso consumo energetico, molti monitor, sia sul banco taglio, sia touch screen per visionare gli ingredienti dei prodotti freschi in vendita.
Insomma il vecchio caro ipermercato/supermercato in periferia sta cominciando a cedere il passo a un più funzionale "centro d'acquisto" vicino al consumatore e più personalizzato. In buona sostanza si sta andando dalla dimensione prezzo, alla dimensione qualità e verso sempre una maggiore vicinanza al consumatore finale.